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L’eterno splendore di una mente corrotta
.:Erimantis Cronwell:.
view post Posted on 24/4/2008, 15:03Quote

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Il sole non riusciva a illuminare neanche uno spicchio di quelle vie color fumo, sembrava quasi rifiutare di visitare quei luoghi,così mal costruiti da fare costantemente all'ombra di se stessi.Ma un uomo, alto, con una giacca di pelle in mano gettata a peso morto sulla spalla destra,con un paio di inutili occhiali da sole, girava a passi lenti e pesati per quella disgraziata terra parigina. Lì risiedevano artisti falliti, là stava chi aveva poco da ringraziare e molto da piangere, là stavano quelli che appunto facevano al caso suo.
Da quando aveva lasciato la fresca e ridente Copenhagen tutto era andato diversamente da come sperava.Non era una attore così bravo da poter andare al Moulin, nè aveva mai preteso di esserlo.Non era quello il suo mondo, troppi lussi inutili, non voleva rammollirsi.
Ma i suoi errori e le sue colpe da quando aveva messo piede a Parigi lo marchiavano come la cicatrice della pallottola che qualche tempo prima aveva passato la sua gamba destra, senza alcun danno, se non qualche imprecazione in un francese quasi oramai impeccabile, eccetto l'accento.
Era lì da pochi mesi e già sapeva parlare abilmente, grazie agli studi, alla sua capacità di adattasi; qualsiasi fosse il motivo a lui importava il giusto.
Era però lampante la sua provenienza nordica non solo nell'aspetto fisico, ma anche dalla rude durezza con cui pronunciava quella lingua, dalle sillabe troppo taglienti, troppo secche e aride.

Era andato in quel luogo per lavoro, per consegne, per affari che avevano macchiato la sua anima prima immacolata da cavaliere e gentleman.Non era più lo stesso da quando era giunto da straniero in quella città.Non sorrideva quasi mai, il volto contratto ricordava più quello sconvolto e mal rasato degli ottocenteschi cow-boy che quello di un nobile danese; lo sguardo dritto, di quel verde così maligno da sembrare una proiezione del diavolo stesso era più da killer che da uomo d'affari.
Camminava come se fosse solo di passaggio in questo mondo meschino, ma non lo era.Sarebbe rimasto, forse per molto, forse per poco.Avrebbe ammazzato altre persone innocenti, avrebbe portato alla corruzione e alla lussuria molte altre anime sperdute, ma non gliene fregava veramente nulla.Era così, poco caritatevole, impossibile da muovere a compassione, impossibile da piegare.E la sua anima, sì, quella era rimasta con la sua giovinezza immatura in Danimarca.

La sua arma nella tasca, ancor calda, quasi fumante.Aveva ucciso anche quel pomeriggio, oramai era un vizo, era un semplice gioco anche quello.Si era messo nei guai, troppo presto.Era troppo inesperto per reggere alcuni confronti, poco abituato alla vita che gli si era spalancata davanti.
Ma si stava risollevando, a colpi di colt, con inganni e con tradimenti, sì, ma si stava comunque rialzando.
Ferito ma non a morte, colpito ma non ancora affondato.

E continuava a camminare nell'ombra, sereno come se nulla fosse mai accaduto.


 
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view post Posted on 27/4/2008, 20:41Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/9/2009, 14:04


Ti risp io dato che è aperta da un pochino......se aspettavi qualcun altro basta che me lo dici e cancello il post^^


Povertà e miseria sembravano soffocare quei sobborghi sporchi e lugubri stringendoli in una letale morsa di rifiuto verso la società e distinto confine con quelli che erano i quartieri "bene". La debole luce del sole era celata dietro spesse nubi informi e il contorno grigio delle palazzine diroccate dentro le quali la vita, nonostante lo stato deprimente, continuava il suo corso alternandosi tra malinconia e malessere. A passo svelto Elizabeth si muoveva repentina tra gli intricati budelli e viuzze lanciando occhiate colme di senso di colpa e pietà verso alcuni mendicanti che, poggiati contro i muri sporchi di fuliggine, le tendevano la mano sudicia implorandole di donar loro qualche spiccio...odiava quelle scene poichè la introducevano ad un mondo che in molti preferivano non vedere e, purtroppo, capitava che spesso lei stassa facesse parte di quei dannati indifferenti.
"Sapevo che non dovevo venire qui..." pensò mentre svoltava perdendosi nell'ennesimo vicolo...ormai non aveva la più pallida idea di dove fosse, era passata di lì per documentarsi un pò sulla vita che Parigi preferiva tenere nascosta e silente, ma si era persa immediatamente. Ora si ritrovava a vagare, aveva abbandonato la razionale idea di tentar di ricordare da dove fosse passata gettandosi così in un gioco di fortuna. Davanti alla ragazza si aprì un lungo viale contornato da scure abitazioni e qualche malfamata locanda dove sedevano all'aperto uomini dagli sguardi talvolta spenti o persi nel momentaneo piacere dell'alcool e altri dalle occhiate fameliche e maliziose che le percorrevano il corpo dignitosamente e piacevolmente vestito da un abito di moda borghese scuro. Odiava quegli sguardi...odiava la malvagità di cui l'uomo era capace. Si strinse la borsa contenente la solita penna e il blocco di fogli al petto allungando il passo e portando gli occhi smeraldini a terra, sulla disordinata e nera pavimentazione del vicolo...alcuni mormorìì l'accompagnarono mentre si sbrigava ad andarsene da quella via...un disagio crescente si faceva largo nel petto diffondendosi per il corpo e mettendo all'erta i sensi di Elizabeth. Ora la prospettiva di quel quartiere si faceva sempre più scura dato il tempo che avanzava portando con sè le ore del giorno. Alcuni passi dietro di lei la fecero sussultare e si voltò appena costringendosi di mantenere la solita calma e razionalità...due uomini intravisti al precedente pub la stavano seguendo furtivi senza nemmeno affrettare il passo...così l'istinto la spintonò portandola a correre per il lungo vicolo in preda a sentimenti troppo contrastanti per non creare confusione...si sentiva una sciocca...ma aveva comunque paura.
"Idiota che non sei altro...magari abitano da queste parti...non ti stanno seguen..." ma non concluse la frase che un fastidioso dolore la trascinò lontana da quegli intricati ragionamenti...
Non capì immediatamente cosa era successo...cominciò a rendersi conto della situazione solo quando avvertì il freddo della strada passare attraverso il tessuto della gonna.
Alzò lo sguardo confusa e leggermente irritata trovandosi di fronte due occhi insidiosi e quasi sinistri che le portarono il cuore in gola mentre nell'insolita penombra del vicolo tentava di riconoscere quella figura...

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.:Erimantis Cronwell:.
view post Posted on 28/4/2008, 16:00Quote

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Molte cascano ai miei piedi, ma non mi sembra il caso, signorina....

Lo sguardo di ghiaccio, il colore sinistro dei suoi occhi risaltavano nella penombra, e la giacca che teneva sulle spalle con una mano sventolava forte, sospinta dalla forza del vento.La città era stranamente sferzata dai colpi di eolo quel giorno, e le vie dei quartieri poveri, costruite male, lo incanalavano tra quei vicoli, con una forza impressionante.
Ma il ragazzo non si muoveva.Solo il giubbotto sventolava al suolo, e gli occhiali da sole appesi alla maglia barcollavano un poco.
Fissò lo sguardo stranito, evidentemente scocciato sulla donna sdraiata a terra sotto di lui, per poi rialzarlo, inquadrando la strada.
Due tipi venivano avanzando contro vento, solidi sulle loro gambe.
E' per paura di loro che questa donna è a terra?
L'istinto di gentiluomo e cavaliere gli imponeva di chiederlo.
Tuttalpiù la colt era ancora calda, non aveva nemmeno avuto il tempo di ripulirla, quindi poteva benissimo utilizzarla.

E' da loro che scappate?

Indicò in avanti con un braccio teso all'orizzonte, inforcando i suoi occhiali da sole, inutili in quella circostanza.
Ma se avrebbe dovuto agire gli potevano servire, e non poco, per poi nascondersi..Il sorriso marmoreo, glaciale che rivolse sprezzante alla ragazza era forzato, falso.Lei lo disturbava era fin troppo evidente.Si era messa in mezzo, mentre Erimantis aveva altro da fare, almeno quel giorno.
Ma se era una cosa da pochi minuti poteva anche ritardare la tanto agognata doccia fredda, l'ideale per riprendersi da un pomeriggio come quello, e per spazzare via gli ultimi omicidi dalla pelle.
Una mano sempre sulla tasca che conteneva la fidata arma, mentre l'altra continuava immobile a tenere la giacca sulle spalle..


 
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view post Posted on 28/4/2008, 16:55Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/9/2009, 14:04


Elizabeth si rialzò incontrando lo sguardo a dir poco "acido" e sinistro dell'uomo che riuscì fin da subito a metterla a disagio...possibile che nessuno fosse capace di fare un sorriso normale o almeno non esternare il proprio disprezzo!?
-E' da loro che scappate?-
La ragazza storse le labbra piene accompagnando con un'espressione di ostentata sicurezza un mucchio di borbottii incomprensibili...nonostante quello sconosciuto avesse colto in pieno il motivo della sua "fuga" e di conseguenza della caduta, Elizabeth era troppo orgogliosa per ammettere che degli uomini, creature indispensabili quanto inutili, potessero intimarle paura...

N-no...stavo solo cercando l'uscita

Sentenziò imbastendo così una bugia appena accettabile che potesse risultarle come un'alternativa motivazione da dare a se stessa per quella paura insensata che aveva sentito crescere...
Certo era che a quel ragazzo la sua presenza fosse oltremodo sgradita...Elizabeth non aveva la più pallida idea di quali pensieri importanti avesse interrotto o quale evento avesse ritardato con la propria "entrata in scena" e sinceramente non le interessava più di tanto...le dava però fastidio, e anche molto, essere consapevole di non riuscire a distinguere chi fra i due individui della locanda e il ragazzo potessero ispirarle più fiducia...qualcosa la spingeva a pensare che l'uomo che le si parava davanti potesse essere anche più pericoloso di quiei due...eppure al momento non le andava di scervellarsi con domande da criminologa che le avrebbero provocato solo una crescente irritazione. Portò nuovamente lo sguardo sui duei uomini che avanzavano ancora senza tradire incertezze o dubbi e cominciò a pensare che molto probabilmente non la stavano nemmeno calcolando, non che la cosa le dispiacesse.
Così optò pèer un "piano" un pò strampalato che forse avrebbe accresciuto le antipatie del ragazzo nei suoi confronti ovvero, avrebbe intrattenuto un discorso spicciolo, se necessario, finchè questi non fossero scomparsi tra i vicoli...lo guardò nuovamente dischiudendo la bocca in cerca di una qualsiasi frase per prendere tempo nonostante l'idea di parlare un altro pò con quel tipo, piuttosto inquietante con i suoi sguardi, non le andasse proprio a genio....

Ehm....sapete dirmi la strada per raggiungere la...la Tour Eiffel?

Buttò così un luogo a caso consapevole di non esserci mai stata e soprattutto di non essere nemmeno parigina...dunque le possibilità che si fosse persa erano altissime e la cosa le dava letteralmente sui nervi.

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.:Erimantis Cronwell:.
view post Posted on 28/4/2008, 21:12Quote

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Era palese la menzogna nei suoi occhi.Un luccichio, quel viso troppo spaventato epr star cercando solamente un'uscita, quella caduta troppo sbadata, come se stesse scappando.E lui di gente che scappava ne aveva vista tanta.
Aveva visto tutti i tipi di paura, di orrore, di fuga.Davanti alla sua pistola aveva visto persone impaurite, impavide, sorridenti perfino.
E lei era a terra dal terrore.
Di che?
Non erano cavoli suoi, non aveva alcuna voglia di indagare a fondo.L'avrebbe aiutata, sì, era come una forma di espiazione dei suoi peccati precedenti, dell'omicidio di poco prima.
Ma solo per questa volta.In futuro si pormetteva che sarebbe andato avanti a dritto per la sua strada, verso una doccia fredda, verso il riposo.
CITAZIONE
N-no...stavo solo cercando l'uscita

Sì, e io son cappuccetto rosso.Certo, come no.
Andava in una scampagnata correndo all'impazzata, come se fosse in apnea.
Chi non lo fa?

Uscita?
Ma qui siamo già fuori.....
Non so dove voglia uscire...


Parlò enigmatico, e le sue furon parole al vento.Voleva metterla in difficoltà, così, per vedere se arrivava a confessare; in quel caso sarebbe stato magnanimo.
Sorrise gelato, con gli occhi nuovamente copaerti dagli occhiali da sole, anche se di sole, lì, non c'era l'ombra.

CITAZIONE
Ehm....sapete dirmi la strada per raggiungere la...la Tour Eiffel?

Aveva anche esitato sul nome del luogo.
Non si fa così, bambina mia, a mentire ci vuole classe...
Voleva smontarle tutti i piani che aveva in testa, voleva costringerla a chiederlo perfavore il suo aiuto.

Se volete restar vicino a me, perchè sono attraente, o perchè serve protezione, finchè sono di strada posso accompagnarvi, signorina...
 
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view post Posted on 28/4/2008, 21:42Quote
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-Uscita?
Ma qui siamo già fuori.....
Non so dove voglia uscire...-
"Ecco appunto..." pensò desiderando una momentanea botta contro un muro, così per rendersi conto ancor di più di quanto potesse essere stupida in certe situazioni.

Nulla...lasciamo perdere...

farneticò volgendo un fugace sguardo dietro di sè per poi riportarlo sul ragazzo che le stava davanti. La situazione ora si faceva ancor più complicata poichè lo si leggeva nell'espressione seppur fredda dello sconosciuto che non aveva creduto nemmeno ad una parola delle sue scuse...
"Cosa ti aspetti che m'inginocchi a chiederti di portarmi via da questa topaia?!" pensò acida scoccandogli un'occhiataccia o meglio, l'ennesima in quei cinque minuti.
-Se volete restar vicino a me, perchè sono attraente, o perchè serve protezione, finchè sono di strada posso accompagnarvi, signorina...-
Elizabeth alzò un sopracciglio guardandolo divertita...possibile che si credesse così "figo"!?

Tra le due opzioni quella di starvi vicino per attrazione fisica mi sembra la più plausibile nonostante non sia nel mio stile gettarmi addosso a qualcuno per attaccare bottone...

Disse mantenendo un tono deciso e altero mentre si sistemava i capelli mori e puliva la gonna dalla polvere della strada rovinata e sporca. Se c'era una cosa che Elizabeth non avrebbe mai fatto, è quella di ammettere che un uomo potesse aiutarla...non le risultava normale per una come lei, femminista convinta a capo di un gruppo di Soufragette, considerare utile un maschio! Dunque nonostante fosse grata a quel giovane, non lo avrebbe mai detto tantomeno ammesso.
Ora l'unico problema che si presentava, è che così dicendo, quel tipo avrebbe potuto piantarla in asso in mezzo a quella via e si sarebbe ritrovata da zero...

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