La luna dominava il cielo, regnava su tutte le stelle... E i riflessi che producevano questi astri sul mare erano davvero, davvero incredibili...
Unici per l'esattezza.
Camminava ancora, ma era piuttosto stancuccia la Parker. Dopo tutto era da quasi ventiquattro ore che non dormiva, incredibile a dirsi... E diciamocelo, il suo lavoro era terribilmente stancante, sperava almeno di trovare un qualche spazietto di tempo tra un'ora e l'altra per domire durante la giornata altrimenti quarantotte ore no stop non ce la poteva fare nemmeno
lei.Ancora qualche passo, poi capì che doveva sedersi, suo malgrado. Si scelse un posticino piuttosto isolato, sulla riva del mare, e vi si lasciò cadere, non curandosi delle scarpe che probabilmente stava distruggendo e insabbiando tutte, ma piuttosto facendo ben attenzione a non far cadere nemmeno una gocciolina del suo prezioso champagne sulla sabbia.
Sì, forse era un po' triste avere come "compagno" di una serata una bottiglia di champagne, ma quello le toccava quella sera... E poi un po' di tranquillità non faceva male neppure a lei.
Fu un attimo, un secondo improvviso e si ritrovò gli occhi cristallini coperti da due fredde mani, neanche fossero di marmo. Non aveva sentito passi, non aveva sentito rumori dietro di lei, aveva scelto un posto isolato, eppure... Chi poteva mai essere? Un leggero fremito la scosse, leggero e quasi impercettibile se non fosse stato per il silenzio tombale del luogo... Pensò subito ad un ubriacone che voleva farle uno scherzo, ma poi...
CITAZIONE
Madmoiselle, mi riconosce?
Riconobbe la voce, eccome se la riconobbe.
Apparteneva al ragazzo dagli occhi incantevolmente smeraldini che aveva incontrato qualche sera addietro, quello che se n'era andato all'improvviso, con un veloce saluto, lasciandola lì sulla panchina sola a ripensare a quando avrebbe rivisto gli occhi del ragazzo, il ragazzo stesso.
Ed ora eccolo lì, quello stesso ragazzo, ce l'aveva davanti agli occhi... O meglio dietro alla nuca (xD).
Non sapeva ancora il suo nome, nella fretta si era dimenticata perfino di chiderglielo l'altra sera, ma quello non era affatto un dettaglio importante... Era solo quell'
ultimo dettaglio che però l'avrebbe distinto
definitivamente -lo distingueva anche senza bisogno del nome, impossibile non distinguerlo- dalla massa di uomini che incontrava tutti i giorni la bella rossina. E forse lei, dal canto suo, aveva paura di conoscere quell'
ultimo dettaglio proprio per il fatto che avrebbe distinto quel giovane e affascinante uomo dagli altri senza più ombra di dubbio.
Eppure, la giovane rossina del Moulin, mostrò noncuranza allo sconosciuto, come se fosse uno dei tanti; la solita e irritante aria di sufficienza era stampata sul suo viso.
C'era una regola e lei doveva seguirla sempre e comunque,
mai mostrarsi deboli all'avversario. E in un certo senso anche il giovane uomo era un avversario della Parker, un valido avversario per meglio dire.
CITAZIONE
Non mi offre neanche dello champagne?
Eccolo che ora le lasciava delicatamente gli occhi e si andava a sedere di fianco alla rossina, guardandola in modo tale che i loro sguardi si incrociassero ancora una volta.
"Di solito sono gli uomini ad offrirlo a me, non io a loro" esordì con un tono di voce piuttosto pacato e sottile, mentre guardava lo sconosciuto con un cipiglio furbo e divertito nello sguardo.
Occhi cristallini contro occhi smeraldini, ancora una tarda notte, ancora una sera, ancora solo loro due e nessun altro.